GibraltarToSantiago

Il mio viaggio vuole essere la ricerca dell’essenza del Cammino così come era una volta, quando la via non era perfettamente segnalata, quando non si sapeva bene cosa avrebbe riservato il percorso e nemmeno cosa si sarebbe trovato a fine giornata. Un Cammino senza guide dove l’ignoto superava di gran lunga ciò che si conosceva

Da Gibilterra a Santiago de Compostela la strada è lunga. Esiste un Cammino segnalato che prende il nome di Via Serrana e che congiunge Gibilterra con Siviglia, città meravigliosa nel cuore dell’Andalusia. Da Siviglia, poi, passa una delle più importanti e impegnative vie che per tutto il Medioevo e probabilmente anche prima, hanno portato viandanti, merci ed eserciti dal sud al nord della Spagna. Stiamo parlando della Via de la Plata, oggi inserita, al pari del Cammino Francese, negli Itinerari Culturali Europei.
Seguire le frecce gialle che indicano la Via de la Plata, però, ci porterebbe fuori strada perché la rotta che percorrerò, partendo da Gibilterra, non prevede di seguire la Plata se non per incrociarla per alcuni chilometri.

L’itinerario che ho scelto di percorrere nasce da un collage di idee, suggestioni e desideri e il risultato è qualcosa di nuovo e personale. In poche parole è il Mio Cammino.

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Il Mio Cammino

Ho sempre desiderato arrivare a Santiago partendo dall’estremo più a sud della Spagna, non so bene perché ma mi basta il dato di fatto. Forse è l’idea di iniziare il Cammino laddove, per centinaia di anni, sono state poste le Colonne d’Ercole, limite, più simbolico che reale, del mondo conosciuto.

Oltre le Colonne, oltre il mondo conosciuto, c’è sempre la speranza di trovare terre migliori, più ricche.

Partire da questo punto ha per me un valore simbolico ed è un auspicio: andare oltre ciò che già conosco per scoprire il nuovo.
Il fatto poi di raggiungere Finisterrae, una volta passato Santiago, aggiunge ulteriori suggestioni. Un po’ come un viaggio che inizia al limite del mondo conosciuto e che poi si addentra in esso, lo attraversa tutto e si conclude (dopo aver scoperto “terre migliori e più ricche”, fossero anche solo paesaggi interiori)  ad un nuovo capolinea: la fine del mondo Medievale, Finisterrae appunto.

Mettendo da parte il concettuale, questo viaggio realizza anche un altro mio desiderio, cioè quello di sperimentare una forma di Cammino indisciplinato che non segue tracciati e percorsi già segnalati.

A Santiago ci arriverò dopo aver raggiunto Lisbona da Gibilterra.

In questa parte del percorso (Gibilterra-Lisbona, 600 km circa) non esiste segnaletica per Santiago e la strada la dovrò inventare. Allo stesso modo, non sono presenti infrastrutture adibite al flusso dei pellegrini e accorgimenti che rendono la vita di chi viaggia a piedi più confortevole (fontane ad hoc, bar, aree di sosta ecc..).
Il mio viaggio vuole essere la ricerca dell’essenza del Cammino così come era una volta, quando la via non era perfettamente segnalata, quando non si sapeva bene cosa avrebbe riservato il percorso e nemmeno cosa si sarebbe trovato a fine giornata. Un Cammino senza guide dove l’ignoto superava di gran lunga ciò che si conosceva.
Percorrere oggi un Cammino come si faceva una volta è impossibile, ma sicuramente un’idea, viaggiando in questo modo, la si può ancora avere.
Per fare ciò, chiaramente, mi sono organizzato e preparato a dovere, diversamente da quanto fatto prima di percorrere ogni altro Cammino passato.

Una volta arrivato a Lisbona, dopo aver attraversato parte della pianura andalusa e la Sierra a nord della Provincia di Huelva, e aver risalito il sud del Portogallo attraversando il distretto di Beja, il Mio Cammino diventerà il Nostro: mio e di Valeria.

Camminare in Portogallo era un altro desiderio che è andato a far parte del collage di cui è composto questo viaggio.

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Senda Litoral, (foto di Adriano Peroni)

Da Lisbona inizieremo a seguire le frecce gialle che ci porteranno prima a Porto e poi su, fino a Santiago, percorrendo la Senda Litoral.

Valeria è una gran camminatrice ma è la prima volta che si troverà ad affrontare un Cammino lungo, perciò sicuramente molte cose le risulteranno nuove e inaspettate.
Chi ha percorso una o più volte il Cammino di Santiago sa che lo stupore che suscita il primo Cammino è una cosa che non si scorda molto facilmente. Io ne ho percorsi 6 e ognuno è stato diverso e, rispetto a molte cose, il mio occhio ora è molto più disincantato di quando lo percorsi per la prima volta nel 1999. A me lo stupore però piace e anche tanto.
Per questo abbiamo deciso che sarà Valeria a guidare il Cammino da Lisbona e che io non tenterò di rivelarle nulla di quel che già so, nè di giudicare alcuna delle sue scelte  (lungi da me!). Semplicemente mi affiderò al suo istinto cercando di guardare il Cammino attraverso i suoi occhi e il suo sguardo inesperto e un po’ naif, come quello di chi percorre la via per la prima volta.

Per aspera ad astra!

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