Ogni novità, anche la felicità, spaventa (Friedrich Schiller)

Cosa c’è di più affascinante di scoprire “come funzioniamo”? Durante questa avventura sperimenterò come reagiranno il mio corpo e la mia mente in un contesto per certi versi “estremo” e un’idea simile accende la curiosità che mi ha sempre caratterizzata

Fra non molto partirò anch’io!
Il 26 giugno avrò l’aereo da Pisa per Lisbona, dove rimarrò fino al 28. Poi prenderò un autobus e raggiungerò Daniele laddove si troverà in quella data. Come mi sento in questi giorni? Diciamo che…non mi sento tanto! È un po’ come quando andavo all’università: l’esame non esisteva fino al giorno prima. Nel periodo precedente studiavo coscienziosamente, ma la strizza e la piena consapevolezza di ciò che mi aspettava arrivavano solamente quando mi coricavo la sera precedente. Adesso mi sta capitando lo stesso. Ho provato un miscuglio di ansia, inquietudine e tristezza nei giorni immediatamente precedenti alla partenza di Daniele, sia perché avrei dovuto stargli lontana per ben tre settimane, sia perché era un po’ come se dovessi partire pure io assieme lui. Insomma, sensazioni opposte di lontananza e vicinanza convivevano in me e mi rendevano irrequieta. Poi Dani se n’è andato e la mia emotività si è un po’ frenata, anche se ho continuato a fare pensieri per lo più negativi riguardo al viaggio. Sarà la mia “prima volta” sotto tanti aspetti e, in genere, nei confronti delle novità sono piuttosto sospettosa. O meglio, da un lato ne sono fortemente attratta, mentre dall’altro preferisco accoccolarmi serenamente nella mia calda e rassicurante quotidianità. Fortunatamente, probabilmente per un provvidenziale istinto di autoprotezione, quando mi trovo in situazioni che potrebbero destabilizzarmi, la mia elevata emotività talvolta si smorza. Così finisco per ragionare sugli aspetti negativi ma senza provare particolari emozioni.

Image credits: d.repubblica.it

E adesso cosa temo (ma con un certo distacco eh, più con la testa che con il cuore)?

Temo, temo, temo. PERO’…. Però una voce dentro di me (oltre alle mille voci dei miei amici e di tutti coloro a cui ho raccontato del mio viaggio) mi dice che tutto andrà bene. No, non è vero: non andrà tutto bene, ci saranno dei momenti particolarmente duri e di sconforto, ma alla fine il bilancio sarà – anche proprio per questo! – positivo.

Temo la fatica: non ho mai portato avanti un’attività fisica tanto intensa per così tanti giorni;
Temo il caldo, che soffro da morire;
Temo la noia: non sono abituata a camminare per ore e ore continuativamente tutti i giorni e, in genere, ho bisogno di variare spesso le mie attività nel corso della giornata;
Temo la sofferenza fisica: vesciche, dolori muscolari, eritemi e scottature, tendiniti e chi più ne ha più ne metta, mi hanno detto che fanno parte del “bagaglio” del pellegrino;
Temo il sovvertimento totale delle mie abitudini: non sono abituata a non “avere una casa” per più di tre settimane, a dormire in camerate con gente sconosciuta, ad essere privata per lungo tempo dei miei spazi e dei miei ritmi.
Temo che io e Daniele, a stretto contatto 24 ore al giorno su 24, finiremo per scannarci a vicenda. No, sto scherzando naturalmente! Anche se questo periodo così particolare sarà certamente una bella prova pure per il nostro rapporto.
Nonostante le mie incertezze, sono la prima a pensare che sia molto bello avere l’occasione di mettersi alla prova in qualcosa, appunto, di mai sperimentato. Le esperienze forti ti insegnano sempre qualcosa in più su tu stesso e io sono sempre stata molto propensa a “scavarmi dentro”. In questo periodo, poi, particolarmente (per una serie di ragioni che ora non sto a spiegare).

Cosa c’è di più affascinante di scoprire “come funzioniamo”? Durante questa avventura sperimenterò come reagiranno il mio corpo e la mia mente in un contesto per certi versi “estremo” e un’idea simile accende la curiosità che mi ha sempre caratterizzata.
The last but not the least, vedrò dei posti geograficamente e culturalmente splendidi assieme ad una persona che, con il suo sguardo attento e le sue osservazioni sempre acute e interessanti, me li farà apprezzare ancora di più.

Dunque…Buen camino a me!

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