Considerazioni e consigli sulla Via Serrana

Ho percorso la Via Serrana a piedi nel giugno 2018 in solitaria. Questo cammino è stato parte di un viaggio più lungo, tutto a piedi, che mi ha portato da Gibilterra a Santiago de Compostela fino poi a Muxia e Finisterre.

LA VIA SERRANA NELLA STORIA:

Si attraversa tutta la Sierra de Grazalema, un’oasi collinare verdissima e ricca d’acqua nell’arida pianura Andalusa. Si cammina per sentieri boscosi tra enormi alberi di quercia e di sughero ad un’altezza compresa tra i 400 e i 1000 slm. Capita spesso di superare un colle e vedere, su quello di fronte, ergersi un piccolo paese o una cittadina. Li chiamano pueblos blancos

Per chi non avesse mai sentito parlare di questo itinerario, sintetizzo velocemente dicendo che la Via Serrana è un percorso di circa 235 km che da Gibilterra, attraversando la Sierra de Grazalema, conduce a Siviglia dove si congiunge poi con la Via de la Plata. E’ un insieme di sentieri e strade di discrete dimensioni che hanno, da sempre, connesso la più grande città dell’Andalucia con il porto più vicino sul mar Mediterraneo. Se i Cammini nel nord della Spagna furono percorsi dai pellegrini fin dall’Alto Medioevo (e probabilmente anche in precedenza), questa zona della penisola Iberica, invece, è stata dominata dai Mori fino al XV secolo. I pellegrini sono arrivati solo dopo così come la cristianità. Tra questi sentieri, che si inerpicano tra i colli della Sierra de Grazalema, più che di santi e pellegrini, si narrano leggende e storie di banditi e di contrabbando, di brigantaggio e di traffici illeciti di merci che da Gibilterra arrivavano a Siviglia. A Ronda, la città definitivamente più bella che si incontra su questo itinerario, esiste perfino un museo etnografico dedicato ai più famosi banditi (bandoleros) dove vengono raccontate le loro vicende e imprese, così come l’etica e la cultura di essere un brigante. E’ ricchissimo di materiali originali. Si chiama appunto Museo del Bandolero.

Litografia di un brigante, 1848

LA VIA SERRANA OGGI:

Il percorso è curato e promosso soprattutto dall’Asociacion Gaditana Jacobea, la stessa che si occupa della manutenzione e segnalazione di quel tratto della Via Augusta che da Cadice porta a Siviglia. Ultimamente anche le istituzioni locali si stanno preoccupando di promuovere e segnalare questo percorso.
La Via Serrana parte da La Linea de la Conception, ultimo paese spagnolo al confine con Gibilterra. Qui è presente una chiesa dedicata a Santiago a testimoniare il fatto che il culto del santo e il pellegrinaggio hanno radici storiche. Altre chiese dedicate a Santiago si incontrano nel tragitto per Siviglia.

Chiesa dedicata a Santiago, La Linea de la Conception

SEGNALETICA E GPS:

Quando ho percorso il cammino mi sono affidato in parte alla segnaletica che, in alcuni tratti, risulta ancora scarsa e parziale, ma soprattutto alle tracce GPS che l’Asociacion Gaditana Jacobea ha messo a disposizione.
Le tracce che ho usato risalgono al 2016 e non sono precise al 100%. Ho dovuto saltare qualche steccato, camminare sopra il tubo di un acquedotto e, più di una volta, mi sono trovato all’interno di campi dove pascolava bestiame sciolto, mucche e tori.

E’ un cammino meraviglioso, sorprendente e ancora pressoché vergine e selvaggio che merita di diventare più popolare e di essere percorso da più persone. Detto questo, è necessario partire con la consapevolezza che bisognerà affrontare un po’ di “avventura” e trovare soluzioni ai vari problemi e imprevisti che si incontreranno. Direi che, al momento, è necessario essere camminatori esperti.

Segnaletica, La Linea de la Conception

SCENARIO:

Il Cammino, come dicevo, è spettacolare. Si attraversa tutta la Sierra de Grazalema, un’oasi collinare verdissima e ricca d’acqua nell’arida pianura Andalusa. Si cammina per sentieri boscosi tra enormi alberi di quercia e di sughero, su e giù per i colli ad un’altezza compresa tra i 400 e i 1000 slm. Capita spesso di superare un colle e vedere, su quello di fronte, ergersi un piccolo paese o una cittadina. Li chiamano pueblos blancos, ovvero villaggi bianchi e sono proprio così: completamente bianchi. Sembrano quei paesi di mare in Grecia. Anche in Italia ne abbiamo di simili nel Sud.
Nella toponomastica, nell’architettura, nella lingua, nel cibo e nella cultura in generale, tutto fa ricordare alla dominazione Mora. Qui, si trovano tracce di questo passato dappertutto. Il luogo ne è intriso.

Torre Alhaquime, pueblo blanco

MANGIARE:

Tutti sanno che la Spagna assomiglia un po’ all’Italia soprattutto per quanto riguarda il cibo. Ovunque mangerai bene. Noi in più sappiamo anche fare il caffè, loro no. Ma questa è un’altra storia.
Vorrei rassicuravi: si mangia benissimo anche in questa parte della Spagna. Una cucina che a me ha ricordato molto quella di montagna. Carni, selvaggina, piatti ricchi e conditi per far fronte al freddo. Dopo tanti viaggi in Spagna ho scoperto inoltre un alimento nuovo che si mangia a colazione e che si chiama zurrapa de lomo. In pratica carne di maiale, strutto, peperoni e aglio da spalmare sulla tostada e consumare magari insieme a un cafè con leche.
Un po’ pesante ma se si deve camminare è una bella iniezione di energia.

Zurrapa de lomo

DORMIRE:

Sulla Via Serrana non ci sono ancora Albergue, almeno non nel 2018. C’è qualche ostello, qualche Casa Rural, piccoli hotel e pensioni. Io ho usato Booking.com e Airbnb.es per trovare alloggio il giorno stesso o con un giorno di anticipo. Sono sempre riuscito a trovare una stanza o un letto in camerata spendendo dai 15€ ai 30€ a notte. Una volta mi è capitato di non trovare nulla e di arrivare a fine tappa senza una sistemazione. Sono entrato in un bar e ho chiesto al proprietario se conoscesse qualcuno che mi avrebbe potuto affittare una camera per la notte. Si è subito prodigato per aiutarmi e trovarmi una sistemazione. Ho sempre fatto così nei casi estremi: chiedere in Comune oppure nei bar oppure alla Guardia Civil. Vi daranno una mano e vi aiuteranno a trovare una doccia e un letto per dormire.

Un vecchio mulino ora diventato hotel, museo e ristorante. A Benadalid ho dormito qui.

CONSIGLI:

I consigli di base sull’equipaggiamento, le scarpe, il buon senso e un minimo di preparazione li do per scontati.

Quello che consiglio invece è:

  • essere quanto più autonomi possibile con l’acqua che non sempre si trova e ,a volte, le distanze tra una fonte e il prossimo bar possono essere lunghe. Io portavo tra i 2 e i 3.5 litri con me a seconda della distanza da percorrere e del meteo.
  • Non seguire le mie tappe. Ho camminato molto, meglio quelle della guida di Johnnie Walker (2018).
  • Assicurarsi che il telefono sia sempre carico ed eventualmente avere con sé una powerbank. In ogni caso ci sono tratti in cui non c’è ne campo ne internet.
  • Scaricare le tracce GPS in modo da poterle usare anche offline.
  • Non temere di chiedere indicazioni o aiuto a chiunque, anche bussando ad una abitazione privata, entrando in un bar o in un negozio.
  • Prenotare in anticipo un posto per dormire chiamando le strutture locali oppure usando Booking o Airbnb.

GUIDE:

La guida migliore che ho trovato e che mi è stata raccomandata da altri camminatori che l’hanno usata è quella fatta da Johnnie Walker (2018), è in inglese, molto dettagliata con riferimenti e luoghi dove alloggiare:

TAPPE E TRACCE GPS:

Ho percorso la Via Serrana in 6 tappe cosa che non consiglio. Ho camminato molto ma il viaggio che avevo davanti fino a Santiago era lungo. Consiglio di seguire o prendere spunto dalle tappe riportate qui sotto: in tutto 10 giorni di Cammino.

Riporto qui le tappe con il link alla traccia GPS su Wikiloc:

LEGGI IL DIARI DI VIAGGIO SULLA VIA SERRANA

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