[Valeria] Pieve Santo Stefano – San Sepolcro

[25 giugno 2019 – 2° giorno] Percorsi oggi: 29.2 Km, in totale 44.4 Km

Ci fermiamo in una farmacia per comprare una crema anti eritema solare e un doposole perché ci stiamo trasformando entrambi in peperoni.

25 giugno 2019

Oggi giornata davvero intensa: ricca di emozioni, lunga e faticosa, segnata dal sole perenne che ci ha arrostiti ben benino. Per fortuna, praticamente tutta in piano. Camminiamo su una strada asfaltata e raggiungiamo un altro cimitero piccolo piccolo, ma meno in rovina rispetto al precedente. Mentre Daniele prende dell’acqua dalla fontanella io osservo le lapidi: nonostante un lato sia ricoperto di fiorellini variopinti, è un cimitero molto triste perché vi sono seppelliti diversi bambini. Una lapide riporta la foto in bianco e nero di un bimbo molto piccolo, Giancarlo Orfini, con la scritta: “rapito barbaramente il 6 marzo 1961, rinvenuto cadavere il 12 marzo 1961”. Fa molto caldo ma all’improvviso ho un brivido.

Sulla strada Daniele trova un lungo, duro e sottile bastoncino simile a uno shangai, di colore osso e con striature marroni. È l’aculeo di un istrice e decido di tenerlo per utilizzarlo come ferma-chignon per i capelli. Sfido chiunque ad avere uno spillone tanto originale!

Costeggiamo un lago artificiale che pare un fiume da quanto è grande e lungo. Le sue acque brillanti ci accompagnano per un lungo tratto, al termine del quale troviamo un ponte in metallo che attraversiamo. Ai lati del ponte c’è un alto garde-rail che forma una specie di lungo e stretto corridoio. Mi ci accuccio dentro e guardo il lago alla mia sinistra, riparata da una robusta griglia metallica. Da bambina amavo moltissimo costruire rifugi con le sedie della cucina e la passione per “tane” mi è rimasta: fantastico di passare la notte in questa cuccia, sdraiata su di un materasso, con l’unica presenza viva del lago 10 metri (forse anche di più) sotto di me. Il piacere della solitudine si mescola all’eccitazione di dormire in un luogo, per certi versi, estremo.

Ponte sul lago artificiale

La strada è veramente dura, il sole non ci abbandona un attimo. Stremati arriviamo ad Anghiari, dove Daniele sta seguendo da alcuni mesi un master di scrittura autobiografica; l’ultimo incontro è stato a maggio. Ci rechiamo nella piazza e là pranziamo in un bar-pizzeria, poi dobbiamo andare. Peccato: avrei solo voglia di stendermi su un letto e, dopo un breve riposo di 10 ore, di visitare a passo lento la splendida Anghiari.

Pausa pranzo ad Anghiari

Daniele mi rassicura dicendomi che, a Sansepolcro, mancano circa 7 km da percorrere interamente su uno stradone asfaltato in discesa e poi in piano. Prima di incamminarci ci fermiamo in una farmacia per comprare una crema anti eritema solare e un doposole perché ci stiamo trasformando entrambi in peperoni. Il negozio è ancora chiuso e allora ci stravacchiamo come barboni davanti all’entrata nell’attesa dell’apertura. Sono sfatta e cotta dal sole e provo un senso di libertà nell’abbandonare per una mezz’ora la compostezza da cittadina, per indossare i panni più leggeri del clochard.

Lo stradone verso Sansepolcro è sì privo di salite, vero, peccato che sia INTERAMENTE sotto il sole e percorso da macchine che ci sfrecciano a un metro di distanza.

Per fortuna sulla strada si incontrano belle persone: come Simona, una ragazza che, quando ci vede con lo zaino in spalla, ferma la macchina e ci regala due medaglietta religiose e un foglietto con una preghiera alla Madonna del Carmine. Ci racconta che, dopo un esperienza drammatica, l’anno scorso ha percorso il Cammino di Santiago che le ha cambiato la vita, ed è visibilmente emozionata: ci saranno quaranta gradi all’ombra ma ha la pelle d’oca.

Giunti a Sansepolcro ci fermiamo alla foresteria di religiosi dove abbiamo prenotato l’alloggio (Daniele pensava fosse in camerata, mentre invece è ancora una doppia: urrà!) e poi andiamo a cena in un ristorante.

Foresteria Santa Maria dei Servi, San Sepolcro

Potrei mangiare due cinghiali interi e un’intera torta nuziale, ma mi limito a un piatto di tagliolini paglia e fieno con porcini e, per dessert, una torta di mele fatta in casa con gelato che è a dir poco strepitosa.

Lauta cena

LEGGI IL DIARIO DI DANIELE DI QUESTA GIORNATA

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