[Valeria] San Sepolcro – Citerna

[26 giugno 2019 – 3° giorno] Percorsi oggi 12.7 Km, in totale 53.1 Km

Un’esperienza come questa ti dà la possibilità di ridare valore a cose che, nella vita di tutti i giorni, sono date per scontate. Acqua per dissetarsi e ombra per ripararsi dal sole

26 giugno 2019

Stamani ci svegliamo con agio perché ci aspetta una giornata “rilassata”: solo 12 km! Camminiamo sempre sull’asfalto e sotto il sole, nostro affezionato – ma anche indesiderato – compagno di viaggio. Verso le 13 decidiamo di depistarlo fermandoci in un bar. “Bye bye sole, vai avanti, noi ti raggiungiamo più tardi”. Restiamo seduti al tavolino per circa due ore, mangiando qualcosa, chiacchierando, guardando video divertenti su youtube e godendoci il fresco (si fa per dire). Decidiamo di rimetterci in marcia, inconsapevoli che la parte più dura è da venire. L’ultimo tratto, infatti, non solo è ancora sotto il sole (ma porca miseria, nel tardo pomeriggio non si dovrebbe stare meglio?!?), ma anche presenta una ripida salita nel pezzo finale.

Dov’è l’ombra?

Parlando con Daniele ho riflettuto sul fatto che un’esperienza come questa ti dà la possibilità di ridare un valore immenso a cose che, nella vita di tutti i giorni, sono date assolutamente per scontate. Qui è tutto un inseguire l’ombra, cercare fontanelle (ma anche cimiteri!) dove potersi dissetare, dopo km in aperta campagna sperare di capitare in un paese con un punto di ristoro per consumare il pranzo. Ombra quando fa un caldo atroce e si è all’esterno, acqua, cibo: sono fra le cose più importanti per gli umani e a noi, persone fortunate, se mancano è solo per un tempo irrisorio (tipo quando aspettiamo che cuocia la pasta e siamo affamatissimi). Saranno pure pensieri scontati, ma ogni tanto è utile rinnovarli per apprezzare di più ciò che abbiamo.

Una delle poche fontane

Ma ritorniamo alla salita…Arriviamo in cima ansimanti e sudati e ci ritroviamo nel borgo di Citerna, che è la tappa finale di oggi. Trasciniamo le stanche membra fino a un suggestivo punto panoramico e là incontriamo Massimo, un socievole signore di Roma con cui facciamo subito amicizia. È uno scrittore di romanzi d’amore nonché insegnante di italiano e storia al liceo, la classica persona con cui puoi intrattenere discussioni interessanti e di spessore già dopo 5 minuti di conoscenza.

La serata trascorre appunto in chiacchiere di questo tipo, visto che Massimo alloggia nel Monastero delle Benedettine assieme a noi. Condividiamo la cena con lui e una signora polacca che non sa una parola d’italiano e forse 3 o 4 d’inglese, ma che mi ha fatto capire che adora il suono dell’italiano: ci guarda divertita e compiaciuta, con il sottofondo musicale delle nostre voci melodiose.

Preparazione della tavola per cena, Convento delle Monache Benedettine, Citerna

Stasera a nanna presto: domani dobbiamo alzarci il prima possibile per evitare il sole assassino. Sono previsti picchi di 40 gradi e fra il morire per il caldo e il morire per il sonno, optiamo per la seconda scelta. 

LEGGI IL DIARIO DI DANIELE DI QUESTA GIORNATA

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